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Lattoneria BO — Bologna e provinciaSopralluogo
Comignolo in laterizio su un tetto in coppi con scossaline nuove alla base e una conversa rialzata sul lato a monte.

Comignoli e terminali di canna fumaria a Bologna

Un comignolo che perde acqua raramente perde dalla canna: perde dal raccordo fra il camino e il manto, ed è un lavoro di lattoneria e non di fumisteria.

  • Sopralluogo prima del preventivo
  • Preventivo scritto, a voci separate
  • Un solo interlocutore
  • Bologna e provincia

Il comignolo come opera di lattoneria

Su questa pagina il comignolo è trattato per quello che è dal punto di vista della copertura: un corpo che attraversa il manto e che va risolto in metallo. Rientrano nel lavoro il cappello o mitra che ripara la canna dalla pioggia, il torrino metallico che la prolunga o la riveste, la conversa di monte che devia l’acqua che scende dalla falda sopra il camino, e la scossalina di raccordo che chiude tutto il perimetro.

Non rientrano il condotto interno, il tiraggio, la sezione, la combustione e la conformità dell’impianto. Sono materia di chi si occupa dell’impianto termico, e questa distinzione conta perché è la ragione per cui certi lavori sul tetto richiedono due figure e non una.

Perché il camino è il punto in cui il tetto perde di più

Un camino è un ostacolo rigido in mezzo a una superficie che scarica acqua. Sopra di esso si forma una zona in cui l’acqua della falda, invece di scorrere via, incontra un muro e si divide.

Il pezzo che gestisce questa situazione è la scossalina attorno al camino, che deve fare tre cose insieme: risvoltare sulla muratura del camino con un’altezza sufficiente, incassarsi o essere protetta sul bordo superiore, e (sul lato a monte) deviare lateralmente l’acqua che arriva dall’alto.

Il difetto più comune è proprio l’assenza del pezzo di monte. Senza deviazione, l’acqua che scende dalla falda si accumula contro la parete a monte del camino, sale oltre il risvolto e passa. È il motivo per cui la macchia interna compare sempre dal lato alto del camino e mai da quello basso.

Il comignolo che si sbriciola

Sui camini in laterizio non intonacati, o intonacati male, i cicli di gelo e disgelo lavorano sulla malta. Il risultato è la sommità che si sfarina e i mattoni che si staccano.

Ha due conseguenze. La prima è ovvia: pezzi di muratura che cadono su una falda, e da lì in gronda o in strada. La seconda è meno evidente: la muratura degradata assorbe acqua come una spugna e la conduce verso il basso, dentro il solaio, senza che ci sia alcuna perdita in senso stretto.

Il rivestimento metallico del torrino risolve entrambe, a condizione che il raccordo con il manto sia rifatto insieme. Un torrino nuovo su una scossalina vecchia sposta il problema di mezzo metro.

Le canne fumarie dismesse

Nel patrimonio edilizio bolognese ci sono moltissimi camini che non servono più: vecchie stufe, cucine economiche, caldaie sostituite da apparecchi a scarico diretto in facciata. Restano in piedi perché demolirli significa intervenire sul manto.

Una canna dismessa e lasciata aperta raccoglie pioggia per anni. L’acqua scende nel condotto, bagna la muratura dall’interno e riemerge su un soffitto o su una parete a distanza, in un punto che non ha alcun rapporto visibile con il tetto.

La soluzione è chiuderla mantenendo una ventilazione, non tapparla ermeticamente: un condotto sigillato del tutto trattiene umidità e la restituisce alla muratura.

Quando conviene farlo insieme al tetto

Il raccordo del camino è uno dei pezzi che si risolvono meglio quando il manto è già aperto: si vede la struttura, si può incassare correttamente il bordo superiore e si può rifare la conversa di monte con la geometria giusta anziché adattandola a quello che c’è.

Per questo, se è già in programma un intervento sull’intera falda, i camini vanno inseriti nel computo dall’inizio. Farli dopo significa riaprire una copertura appena chiusa.

Torrini e sfiati, che seguono la stessa regola

Tutto ciò che buca il manto pone lo stesso problema: sfiati dei bagni, torrini di ventilazione, passaggi di cavi e antenne, tubi di scarico. Ognuno è un foro in una superficie progettata per non averne.

La regola è sempre la stessa: il pezzo che chiude va risvoltato verso l’alto e sovrapposto nel senso dello scorrimento, e il manto va sopra il pezzo a monte, sotto il pezzo a valle. Dove questo non è possibile, il foro va spostato, non sigillato.

Che cosa non è lavoro da lattoniere

Non lo è il tiraggio. Un camino che non tira o che rimanda fumo in casa ha un problema di impianto, e il cappello non è quasi mai la causa.

Non lo è la pulizia della canna, che spetta a chi è abilitato a farla.

Non lo è la verifica di conformità dell’impianto termico, né la sua dichiarazione.

E non lo è l’installazione di un apparecchio a combustione. Il lattoniere interviene dove la canna esce dal tetto; da lì in giù è un altro mestiere, e chi promette di fare tutto sta semplificando qualcosa.

Che cosa serve per un sopralluogo

Servono il numero di camini presenti, quali sono ancora in uso, dove compare l’infiltrazione all’interno rispetto alla posizione del camino, lo stato visibile della muratura in sommità e se è previsto un intervento sul manto. Una foto della sommità, anche presa da lontano con lo zoom, dice se il problema è di lattoneria o di muratura.

Il dettaglio, in sezione
Sezione di un camino che attraversa una falda: sul lato a monte una conversa metallica rialzata a cuneo solleva e devia lateralmente l'acqua che scende dalla falda, mentre sul lato a valle un raccordo piatto appoggia sopra il manto.

Il lato critico di un camino è sempre quello a monte: è lì che arriva tutta l'acqua della falda soprastante.

Che cosa comprende l'intervento

La conversa sul lato a monte

Il lato critico è sempre quello che guarda il colmo: raccoglie l'acqua di tutta la falda soprastante e la deve deviare lateralmente, non trattenerla.

Scossaline laterali e raccordo a valle

Attorno al camino i pezzi sono più di uno e ognuno sta sopra o sotto il manto secondo il verso di scorrimento.

Stato della muratura del comignolo

Se il laterizio in cima è sbriciolato, la lattoneria nuova non risolve: l'acqua entra dalla testa del camino e non dal raccordo con la falda.

Terminale e quota rispetto al colmo

Il terminale e la quota di sbocco riguardano il tiraggio e vanno verificati insieme al raccordo, perché si lavora nello stesso punto una volta sola.

Domande frequenti

Il comignolo lo fa il lattoniere o il fumista?

Dipende da dove finisce il problema. La parte metallica che emerge dal tetto, il cappello, il torrino e tutto il raccordo con il manto sono lavoro di lattoneria. Il condotto interno, il tiraggio, la combustione e la conformità dell'impianto sono del fumista o del tecnico dell'impianto termico. Le due cose si incontrano sul tetto e vanno coordinate.

Ho una macchia sul soffitto vicino al camino. È la canna fumaria?

Quasi sempre no. La macchia attorno al camino nasce dal punto in cui la muratura del camino attraversa il manto: se la scossalina di raccordo è corta, appoggiata o montata al contrario, l'acqua scende lungo la muratura del camino fino al solaio. È il difetto più frequente su questo elemento.

Devo rimuovere il comignolo se la canna non è più usata?

Non necessariamente, ma una canna dismessa va chiusa in modo che non raccolga acqua. Un camino inutilizzato lasciato aperto diventa un imbuto: l'acqua scende nel condotto, bagna la muratura dall'interno e compare in casa senza che nulla appaia rotto dall'esterno.

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