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Lattoneria BO — Bologna e provinciaSopralluogo
Due lattonieri sollevano in posizione un nuovo canale di gronda a sezione semicircolare lungo la linea di gronda di un tetto in coppi.

Grondaie a Bologna

Una linea di gronda si sostituisce, e non si ripara, quando il canale è ossidato lungo tutto il tratto oppure quando ha perso la pendenza: sono i due difetti che nessun rappezzo corregge.

  • Sopralluogo prima del preventivo
  • Preventivo scritto, a voci separate
  • Un solo interlocutore
  • Bologna e provincia

Che cosa sostituisce davvero un intervento sulle grondaie

Una sostituzione di gronda non è solo il canale. Il lavoro comprende il canale di gronda, le cicogne o i tiranti che lo reggono, i terminali di testata, il bocchettone che scarica nel discendente e, quasi sempre, la scossalina di raccordo fra il manto e il canale. Sostituire il canale lasciando in opera staffe arrugginite significa rifare lo stesso lavoro fra pochi anni, perché è la staffa che cede per prima e porta con sé la pendenza.

La linea di gronda scarica poi in pluviali e discendenti, che sono la seconda metà dello stesso impianto: se il canale è nuovo e il discendente è sottodimensionato, l’acqua continua a scavalcare.

I tre difetti che rendono inutile la riparazione

L’ossidazione diffusa è il primo. Una ruggine localizzata si tratta; un canale che si sfoglia lungo tutto il tratto ha perso spessore ovunque e ogni saldatura nuova apre un foro accanto a quello vecchio.

La perdita di pendenza è il secondo, ed è quello che i proprietari notano per ultimo. Il canale è integro ma l’acqua ristagna a metà tratto e trabocca sempre nello stesso punto, di solito perché una staffa ha ceduto o il cornicione si è mosso. Non è un problema di tenuta: è un problema di quota, e si corregge solo rimettendo in bolla tutta la linea.

I giunti aperti in serie sono il terzo. Le giunzioni sigillate con silicone hanno una vita più corta del canale che tengono insieme. Quando cominciano a cedere lo fanno tutte nello stesso periodo.

Se invece il difetto è isolato (un giunto, una staffa, una foglia incastrata nel bocchettone) serve una riparazione urgente di una grondaia e non una sostituzione completa.

In che materiali si fa una gronda a Bologna

Acciaio preverniciato. È il materiale di default della pianura bolognese. Il canale è acciaio zincato con uno strato di vernice: finché la vernice è integra il metallo sotto è protetto, quando si graffia o si scheggia l’ossidazione parte da lì. Va bene su edifici recenti e in contesti dove il colore conta più della durata.

Rame. Non si vernicia e non si ripassa: ossida da solo formando una patina che protegge il metallo sotto. È il materiale corretto in centro storico, dove il colore della gronda è soggetto ad autorizzazione, ed è la scelta di chi non vuole rimettere mano alla copertura per una generazione.

Zinco-titanio. Si comporta come il rame quanto a patina, con una resa cromatica più fredda. Si lavora bene sulle geometrie complesse.

Alluminio. Leggero e stabile, quindi comodo su strutture che non reggono carichi, ma tenero: si ammacca e si deforma più facilmente degli altri.

L’errore che rovina una gronda nuova: mescolare i metalli

Due metalli diversi a contatto, con l’acqua a fare da tramite, formano una coppia galvanica: quello meno nobile si corrode per alimentare l’altro. In copertura questo significa una regola pratica e senza eccezioni.

Il rame non va mai messo a monte dello zinco o dell’acciaio zincato. Se una scossalina in rame scarica su un canale zincato, l’acqua che scorre trasporta ioni di rame sul canale e lo buca in pochi anni, anche se il canale è nuovo. Lo stesso vale per l’alluminio sotto il rame.

Il senso inverso non fa danno: zinco a monte del rame è indifferente. Per questo un intervento parziale su una copertura che ha già lattoneria in rame va fatto in rame, e non nel materiale più economico disponibile quel giorno.

Fermaneve, parafoglie, antivolatili: gli accessori che decidono la manutenzione

I fermaneve non riguardano la gronda ma la proteggono. Su una falda ripida la neve scivola in blocco e carica il canale in un colpo solo, storcendolo o strappandolo dalle staffe. Sui tetti di collina (Pianoro, Sasso Marconi, la prima fascia appenninica) sono la differenza fra una gronda che dura e una che si piega al primo inverno abbondante.

I parafoglie sono griglie o reti sul canale. Riducono la pulizia, non la eliminano: il fogliame fine e i semi passano comunque e si compattano sotto la griglia, dove è più difficile arrivare. Hanno senso sotto un albero, molto meno in un contesto aperto.

Gli antivolatili sono spuntoni o reti sulla testata e sui punti di appoggio. Servono dove i piccioni nidificano nel sottogronda, che a Bologna è una situazione ordinaria nei cortili interni.

Quando la grondaia non va sostituita

Non sostituire una linea di gronda che perde in un solo punto. Un giunto aperto, una staffa allentata, un bocchettone otturato sono difetti locali: costano una frazione e si risolvono in mezza giornata.

Non sostituirla nemmeno per il colore. Se la gronda è sana e non piace il tono della vernice, il problema è estetico e la sostituzione è una spesa sproporzionata, a meno che il cantiere sia già aperto per altro.

E non anticipare la sostituzione se il tetto va rifatto entro un paio di anni. La gronda si rifà insieme al manto: farla prima significa smontarla di nuovo.

Come si arriva alla gronda, e perché conta

L’accesso decide metà del lavoro. Un edificio con cortile interno accessibile si serve con una piattaforma aerea in giornata; una facciata su strada stretta in centro richiede occupazione di suolo pubblico, e i tempi si allungano per la pratica, non per il lavoro. Un condominio con ponteggio già montato per la facciata è invece il momento giusto per rifare la gronda, qualunque sia il suo stato: il costo dell’accesso è già stato pagato da altri.

Sopra i tre metri il cantiere richiede protezione contro le cadute, e per una copertura che deve essere calpestata questo si traduce spesso in ancoraggi permanenti.

Che cosa serve per un preventivo

Servono i metri lineari di canale (anche misurati a occhio dalla strada) il numero di discendenti, l’altezza della gronda da terra, il materiale attuale, e com’è fatto l’accesso: cortile, strada, giardino. Con questo si capisce il lavoro; il numero arriva dopo il sopralluogo.

Il dettaglio, in sezione
Confronto fra due gronde di un tetto in coppi sotto la neve: con i fermaneve il manto nevoso resta sulla falda e il canale è integro, senza fermaneve la neve slitta in blocco, piega il canale e strappa una staffa.

Sulla prima fascia appenninica il carico che piega un canale non è la pioggia: è la neve che arriva tutta insieme.

Che cosa comprende l'intervento

Verifica della pendenza reale

Prima di ordinare il canale si misura la pendenza della linea di gronda esistente. Un canale nuovo posato su staffe fuori quota scarica male quanto quello che sostituisce.

Staffe e passo di fissaggio

Le staffe si rifanno insieme al canale. Il passo dipende dal materiale scelto e dal carico di neve della zona, non da quello che c'era prima.

Raccordo con il manto e il frontalino

Il canale non finisce a se stesso: il bordo che lo lega al manto e al frontalino è la parte che decide se l'acqua rientra dietro al canale.

Collegamento ai discendenti

Bocchettoni e innesti si rifanno nello stesso intervento, perché un canale nuovo innestato su un raccordo vecchio perde nel punto di giunzione.

Domande frequenti

Quanto costa rifare le grondaie di una casa a Bologna?

Dipende dai metri lineari di canale, dal materiale, dall'altezza di lavoro e da come si arriva in copertura: la stessa lunghezza di gronda costa in modo diverso se si lavora da un ponteggio, da una piattaforma aerea o da una scala. Il preventivo si fa dopo il sopralluogo, perché un prezzo dato al telefono senza aver visto la copertura è un numero inventato.

Si possono cambiare solo le grondaie senza toccare il tetto?

Sì, nella maggior parte dei casi. La linea di gronda è ancorata alla struttura del cornicione o alle prime file del manto, quindi si sostituisce sollevando solo l'ultima fila di coppi o tegole e rimettendola a posto. Se invece il tavolato sotto è marcio, il lavoro non si ferma alla gronda.

Serve un permesso per sostituire le grondaie?

In centro storico e sugli edifici vincolati sì, perché il canale di gronda è parte dell'aspetto esterno dell'edificio e cambiarne materiale o colore è una modifica visibile dalla strada. Fuori da quei contesti la semplice sostituzione con lo stesso materiale rientra in genere nella manutenzione ordinaria.

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È una delle lavorazioni di la lattoneria che seguiamo in Bologna e provincia. Descrivi che cosa succede e da quanto: il sopralluogo viene prima del preventivo, non dopo.