Due patrimoni diversi nello stesso comune
Budrio ha un centro storico compatto, con case a cortina in laterizio, portici e coperture in coppi che affacciano su strada. Attorno, un territorio agricolo con corti, fienili, stalle e annessi che seguono regole costruttive completamente diverse.
Sono due tipi di lavoro distinti. In centro conta l’aspetto esterno e la compatibilità dei materiali a vista; in campagna contano la superficie, il materiale del manto e il modo in cui si arriva alla copertura.
Il fienile, e perché è il caso più delicato
La bonifica di un fienile in eternit è la lavorazione più ricorrente sul costruito rurale budriese, e ha tre caratteristiche che la distinguono da una copertura residenziale.
La struttura è leggera. Le orditure di un fienile sono state dimensionate per il peso del fibrocemento e nient’altro. Il manto nuovo deve rientrare in quel peso, o la struttura va verificata prima.
Il manto non è calpestabile. Lastre di quarant’anni non reggono una persona. L’accesso si fa su passerelle appoggiate all’orditura, non camminando sul materiale, ed è la ragione per cui questo lavoro non è un lavoro da fare da soli in un pomeriggio.
Il calendario non lo decide chi commissiona. Il piano di lavoro previsto dall’articolo 256 del D.Lgs 81/2008 va trasmesso all’AUSL almeno trenta giorni prima dell’inizio dei lavori. È un termine di legge, e vale anche per il fabbricato più piccolo.
Va poi verificato che l’impresa sia iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria dedicata alle bonifiche di amianto. Chi affida il lavoro a un’impresa non titolata non trasferisce la responsabilità: se la tiene.
I canali di gronda, sul rurale e in centro
I canali di gronda su edifici rurali hanno un problema che in città non esiste con la stessa intensità: la vegetazione. Alberi vicini, polvere di lavorazioni agricole, materiale organico portato dal vento in stagione. Un canale che in città arriva a fine autunno mezzo pieno, qui arriva pieno.
Ne discende che la sezione conta meno della manutenzione. Su una corte, la differenza fra una gronda che dura e una che marcisce al piede è quasi sempre quante volte è stata svuotata, non che cosa è stata pagata.
In centro storico la questione è diversa: i canali a vista su fronte strada condizionano l’aspetto esterno dell’edificio, e la scelta del materiale e del colore non è libera come su un annesso in campagna.
Il tempo fra rimozione e nuova copertura
Su un fabbricato agricolo la finestra in cui il tetto è scoperto è il vero rischio del cantiere. Un temporale su un fienile aperto danneggia quello che c’è sotto, e su una stalla o un deposito quello che c’è sotto ha un valore.
Per questo la copertura nuova va decisa e ordinata durante i trenta giorni di attesa, non dopo. Il termine di legge non è tempo perso: è tempo di organizzazione, se lo si usa.
Come arriviamo
Budrio è servita nel capoluogo e nelle frazioni (Mezzolara, Vedrana, Bagnarola, Prunaro, Cento) e sulle corti sparse in campagna. Sui fabbricati rurali la prima verifica riguarda sempre il materiale del manto: due foto della falda e una del sottotetto dicono più di qualunque descrizione telefonica.
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