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Lattoneria BO — Bologna e provinciaSopralluogo

Lattoniere a Sasso Marconi

A Sasso Marconi le coperture più problematiche non sono le più ripide, sono quelle degli edifici ampliati nel tempo: ogni corpo aggiunto crea un compluvio che nessuno ha ricalcolato.

  • Sopralluogo prima del preventivo
  • Preventivo scritto, a voci separate
  • Un solo interlocutore
  • Bologna e provincia

La geometria, prima della pendenza

Sui versanti del Reno e del Setta il patrimonio storico è fatto di case coloniche e borghi cresciuti per aggiunte successive: un corpo, poi una stalla, poi un fienile, poi una chiusura fra i due. Ogni aggiunta ha portato una falda nuova, e ogni falda nuova ha creato una linea di incontro con quelle esistenti.

È questo, più della pendenza, che rende impegnative le coperture sassesi. Un compluvio nato per accostamento non è stato progettato: raccoglie l’acqua di due falde di età diversa, spesso con pendenze diverse, e la convoglia in una conversa dimensionata a occhio. Finché piove poco funziona; il primo temporale estivo violento lo mette in crisi.

La regola pratica per riconoscerli da terra: ogni volta che si vede una linea inclinata che scende verso l’interno anziché verso l’esterno, lì sotto c’è una conversa, ed è il primo punto da guardare quando compare un’infiltrazione senza spiegazione.

Il manto in pendenza

Un manto di copertura in pendenza richiede scelte diverse da una falda di pianura. I coppi vanno fissati meccanicamente e non semplicemente appoggiati; la lattoneria di bordo deve gestire velocità d’acqua maggiori; e la lavorazione richiede sempre protezione contro le cadute, perché la falda non è calpestabile in sicurezza.

Su queste coperture il rifacimento è anche l’unica occasione realistica per isolare. Aprire il tetto una seconda volta, su un edificio di versante con accesso difficile, è un cantiere che nessuno affronta volentieri: la coibentazione si decide adesso o non si decide.

La sicurezza permanente, che qui si ripaga

Una linea vita su un tetto di collina non è un adempimento astratto. Su un edificio isolato, con falde ripide e accesso del mezzo difficile, ogni intervento futuro (una pulizia della gronda, qualche coppo smosso da una tromba d’aria, un controllo dopo la grandine) richiede di ricostruire l’accesso da zero.

Con ancoraggi utilizzabili e la documentazione che dice dove sono e come si usano, quegli stessi interventi durano ore. Senza, ognuno di essi comincia con un ponteggio o una piattaforma.

È il calcolo che rende questo lavoro sensato a prescindere dall’obbligo, e va fatto quando il tetto è aperto, perché il punto di fissaggio si cerca sulla struttura portante e la struttura portante si vede solo allora.

Le seconde case, e il problema del tempo

Una parte del patrimonio di versante è abitata in modo discontinuo. La conseguenza è che i difetti restano invisibili a lungo: una conversa che ha cominciato a passare in ottobre viene notata a primavera, quando il tavolato sotto ha lavorato tutto l’inverno.

Su questi immobili il controllo preventivo di fine autunno vale molto più della riparazione, ed è l’unico modo di intercettare un problema mentre è ancora un problema di lattoneria e non di struttura.

Come arriviamo

Sasso Marconi è servita nel fondovalle e sui versanti, da Borgonuovo a Pontecchio, da Mongardino alle case sparse verso il Setta. Sulle case isolate la prima verifica riguarda dove arriva il mezzo: è la variabile che pesa di più sul preventivo, molto più della superficie di copertura.

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È una delle lavorazioni di la lattoneria che seguiamo in Bologna e provincia. Descrivi che cosa succede e da quanto: il sopralluogo viene prima del preventivo, non dopo.